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Come proteggere le proprie informazioni impedendo alle app di accedere alle foto
- LUNEDÌ 2 OTTOBRE 2017


È cosa nota che gli smartphone contengano una quantità enorme di dati sensibili sui quali i cyber criminali vorrebbero poter mettere le mani. Il compito di impedire che le informazioni circa i gusti, le abitudini e le passioni dei legittimi proprietari finiscano nelle mani sbagliate è affidato al sistema operativo dei dispositivi, attraverso il quale è possibile limitare il raggio d’azione della applicazioni installate su di essi. 

Il problema riguarda tanto i dispositivi Android quanto quelli iOS. Tuttavia il rischio è assai maggiore sui secondi rispetto ai primi, in quanto pare che i limiti posti da iOS non rappresentino una garanzia sufficiente al fine di evitare violazioni che potenzialmente potrebbero mettere a repentaglio la nostra privacy. Gli elementi al centro del dibattito sono, nello specifico, i dati EXIF (che contengono informazioni dettagliate relative alle foto digitali) memorizzati all’interno delle fotografie scattate con i dispositivi mobili. Questi dati consentirebbero infatti a tutte le app alle quali abbiamo concesso la possibilità di accedere alle fotografie di rubare preziose informazioni personali ad esse connesse. 

Da dove proviene la minaccia?
Analizzando le foto scattate è possibile accedere ad un gran numero di informazioni ed in particolare a quelle relative alla localizzazione tramite GPS. Il problema risulta amplificato quando si fa riferimento ad iOS, poiché non c’è distinzione tra l’accesso per la lettura e l’accesso per la modifica. Pertanto tutte le app che godono dell’accesso alle immagini (anche semplicemente per recuperare l’immagine del profilo) possono leggere anche i metadati che ad esse fanno riferimento. 

Quali sono i dati a rischio...
I cyber criminali potrebbero potenzialmente accedere a tutta una serie di informazioni personali come ad esempio le città ed i paesi recentemente visitati, il luogo di lavoro (attraverso la semplice analisi delle foto scattate in orario lavorativo), l’elenco dei dispositivi solitamente utilizzati per scattare le foto (smartphone, tablet, fotocamera ecc.), le persone con le quali si intrattengono rapporti con maggiore frequenza (tramite il riconoscimento facciale) e tante altre informazioni legate alla vita privata (quali il percorso di studi, il tipo di occupazione, la vita familiare ed il tempo libero) che nessuno vorrebbe rendere visibili ad occhi indiscreti.

E come difendersi
Allo stato attuale non sembrano esserci strumenti efficaci al fine di limitare l’accesso a queste informazioni, Il consiglio per gli utenti è quindi quello di limitare il numero di app che possono accedere alle foto, concedendo questo privilegio esclusivamente alle app strettamente necessarie ed a quelle considerate particolarmente affidabili. Dopo aver concesso o meno ad un'app la possibilità di accedere alle proprie foto (attraverso la richiesta di autorizzazione immediatamente successiva all'installazione) è possibile modificare ulteriormente questi privilegi. E' infatti sufficiente, accedendo al menu dedicato alle impostazioni, modificare i privilegi di ogni singola app per stabilire quali possano accedere e quali no ai contenuti fotografici e (di conseguenza) ai dati EXIF relativi ad essi.



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