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La truffa del cliente pagante: come garantire transazioni sicuri con le app di pagamento online
- LUNEDÌ 21 OTTOBRE 2019


Si sta diffondendo un nuovo tipo di cybertruffa finanziaria, volta specificatamente a rubare soldi alle vittime. Questa volta la truffa riguardata e sfrutta il cosiddetto sistema UPI (Unified Payments Intefrace), usato come mezzo per ingannare vittime ignare e sottrarre loro denaro. La cosa non sorprende: la sempre maggiore diffusione di shopping online, del banking online, dell'uso di app come Google Pay, PayPal ecc... hanno ovviamente reso questo "settore" molto interessante per i cyber attaccanti, poiché potenzialmente molto profittevole. 

Quindi, all'estrema comodità derivante dall'uso di sistemi di pagamento facili, veloci e immediati, corrisponde, di contro, un aumento dei rischi che corrono i nostri soldi "ospitati" su conti correnti online, carte di credito o di debito ecc...  I dati confermano assolutamente tale tendenza: un aumento più che proporzionale, negli ultimi anni, di truffe che sfruttano le app per il pagamento online per rubare soldi.

Allora, vediamo in dettaglio questo tipo di truffa, con qualche consiglio utile per non cadere nella rete. 

1. Questo tipo di truffa informatica può colpire tutti coloro che pubblicano annunci per la vendita / scambio di oggetti su siti per lo shopping online. I truffatori contattano l'ignaro venditore fingendosi interessati ad un annuncio per la vendita di un dato oggetto. Ovviamente l'attaccante lamenta l'indisponibilità dell'opzione di pagamento in contanti, quindi suggerisce app di pagamento come Google Pay per concludere l'ordine. 

2. Il venditore ignaro accetta il metodo di pagamento, molto spesso senza neppure verificare chi sia l'ignoto interessato: nella quasi totalità dei tentativi di truffa UPI sono utilizzati profili fake organizzati per indurre nella vittima l'idea che l'interessato sia una persona affidabile (un uomo in divisa dell'esercito o della polizia, un rispettabile professionista ecc...). 

3. Una  volta ottenuta la fiducia della vittima, il truffatore invia una richiesta per richiedere conferma dell'ammontare esatto del prezzo da pagare per quel dato prodotto. Molto spesso il venditore ha fretta di ricevere i soldi e semplicemente ignora cosa stia richiedendo (realmente) il truffatore... nella fretta di tale operazione, il truffatore sta in realtà chiedendo la stessa somma, ma in pagamento quindi richiede il PIN per l'UPI e invita la vittima a cliccare sul pulsante "Paga"... la truffa è fatta! La vittima crede di aver ricevuto un pagamento, in realtà ha approvato un pagamento in favore del truffatore. 

In breve, la vittima disattenta ha appena inserito il PIN dell'applicazione di pagamento e fornito al truffatore l'autorizzazione per ricevere denaro. 

Gli esperti ritengono che il principale motivo che ha reso così diffuse ed efficaci questo tipo di truffe risieda proprio nella scarsa conoscenza che molti utenti hanno riguardo ai sistemi di pagamento online e alle transazioni digitali. Molti di questi utenti sono infatti anziani, o comunque soggetti poco avvezzi all'uso di Internet e che quindi sono facilmente ingannabili. E' per questo che alcune app di pagamento come Google Pay hanno modificato la propria interfaccia utente, per ostrare esplicitamente il flusso dei soldi e rendere più chiaro e facilmente intellegibile per l'utente se il flusso dei soldi sia in entrata o in uscita.  


Se queste sono le motivazioni dietro a tale crescita, riteniamo utile non solo dettagliare questo tipo di truffa per mettere i nostri utenti a conoscenza dell'esistenza di questo pericolo, ma anche fornire consigli e pratiche per rimanere al sicuro. 
  • per prima cosa, verificare attentamente ogni messaggio, pop up o richiesta che si riceve su qualsiasi app per il pagamento sia in uso nei nostri dispositivi, sopratutto quando si sta effettuando una transazione;
  • verifica attentamente la direzione della freccia prima di confermare o meno un pagamento;
  • non fidarsi mai ciecamente di account di estranei solo perchè le informazioni e le foto del profilo sembrano reali: gli account fake sono parte integrante della truffa in oggetto;
  • non condividere mai il  PIN per le app UPI con alcuno. E' bene ricordare che tale PIN non viene mai richiesto per ricevere un pagamento: deve essere utilizzato solo quando si invia denaro su un altro account UPI; 
  • controllare e verificare più volte prima di cliccare Paga o Accetta si qualsiasi app di pagamento;
  • molto importante: verificare frequentemente il proprio estratto conto online, così da poter individuare eventuali transazioni sospette e provvedere a verifiche ulteriori / risoluzioni. 
Quick Heal ti mette al sicuro!
Quelle sopra elencate sono accortezze, piccoli trucchi e metodi per non finire truffati. Anche le soluzioni di sicurezza mobile forniscono protezione contro truffe di questo tipo, garantendo vari livelli di protezione allo smartphone ai dati sensibili mentre si eseguono pagamenti online. 

Quick Heal Total Security per Smartphone e per Quick Heal Total Security Tablet Android sono soluzioni dotate della funzionalità SafePe, pensata appositamente per mettere al sicuro le informazioni finanziarie / bancarie proprio mentre si usano app di pagamento mobile per lo shopping online, il banking online, il pagamento di fatture e bollette ecc... Safe Pe:
  • verifica se lo smartphone o il tablet sono collegati a reti wi-fi pubbliche non sicure e avvisa l'utente;
  • verifica se il sistema operativo del dispositivo mobile è stato manomesso e avvisa l'utente in caso riscontri incongruità;
  • verifica se il dispositivo mobile è in modalità root (amministratore). 


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