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Dati di compilazione automatica salvati nei browser: come vengono rubati dai cyberattaccanti?
- LUNEDÌ 18 MAGGIO 2020


Tutti i browser hanno funzionalità che consentono di salvate i nostri dati per non doverli reinserire ogni volta: credenziali degli account, dettagli delle carte di credito, indirizzi per la fatturazione ecc... Acquistare online, accedere ai social e a qualsiasi servizio diventa così molto più comodo e, inoltre, ci solleva dal problema di dover ricordare le password dei nostri infiniti account online. 

Come tutti gli strumenti utili però, c'è anche un'altra faccia della medaglia: i dati di compilazione automatica possono essere rubati da cyber attaccanti tramite appositi malware, chiamati in gergo "infostealer", ladri di informazioni. Sono malware che sono sempre più diffusi e che ormai sono in grado di rubare dati non solo dai browser, ma ovunque salviamo le nostre credenziali: ad esempio cercano molto spesso i file nel desktop, perchè i cybercriminali sanno che molte persone, impossibilitate a ricordare tutte le password, le salvano in qualche file di testo da usare all'occorrenza. 

Ovvio però che i browser siano al centro delle attenzioni di questi malware, perchè è sui browser che siamo ormai abituati a conservare quantità sempre maggiori di dati, 

Browser e dati di compilazione automatica
Chi progetta i browser fa il possibile per proteggere le informazioni affidate al loro software: ad esempio in alcuni casi le credenziali di accesso vengono criptate e la loro decriptazione è possibile solo dallo stesso dispositivo o dallo stesso account che le ha memorizzate. In questo caso un eventuale ladro non potrebbe usare i nostri dati. 

Gli sviluppatori di browser però non possono mettere in sicurezza i nostri dispositivi né i nostri account: se il nostro dispositivo viene infettato, i browser non possono offrire grandi difese. Ecco perchè chi progetta browser parte dall'assunto che account e dispositivi siano protetti. 

Tra tutti i browser solo Firefox offre una protezione aggiuntiva: consente di creare una password principale che deve essere inserita per quando si vogliono decriptare i dati da utilizzare per la compilazione automatica. L'opzione però va attivata, perchè è disabilitata di default. 

Perchè questi malware rubano i nostri dai?
Se nel caso dei dati della carta di credito è piuttosto facile capire perchè siano interessanti agli occhi di un cyberattaccante, potremmo chiederci invece perchè lo siano anche i dati di accesso ad un nostro account social. In realtà lo sono perchè possono essere usati per molti scopi, primo tra tutti la rivendita nel dark web. Il dark web, la parte non legale di Internet, è pieno zeppo di dati rubati e messi in vendita e il mercato è fiorente. 

Possono però anche essere usati per impersonarci, fingersi noi stessi e truffare così i nostri amici o conoscenti. Gli account rubati poi sono utili per lanciare altri attacchi, come spam, phishing o per l'invio di malware o per riciclaggio di denaro rubato (e in questo caso la polizia potrebbe bussare alla nostra porta). 

Come proteggere i dati?
La prima risposta è quella di proteggere i dispositivi: come detto, i browser fanno il possibile per tenere al sicuro i dati, ma non possono tenere al sicuro anche i nostri dispositivi. Quindi, la protezione numero uno è un solido antivirus da installare su tutti i dispositivi che usiamo per navigare nel web (dal pc, allo smartphone al tablet), che va mantenuto costantemente aggiornato. 

La seconda risposta è il password manager: un password manager altro non è che un software che contiene tutte le password dei nostri account ed è ben protetto da password. Basterà salvare le nostre password li dentro e organizzare una password molto lunga e complessa per tenerli al sicuro e assicurarci di essere gli unici a poter accedere ai dati salvati nel password manager. 



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