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Boom FaceApp: ma ne facciamo un uso davvero consapevole?
- MARTEDÌ 7 LUGLIO 2020


Dopo il boom di utilizzi per il particolare filtro invecchiamento, FaceApp torna di nuovo alla ribalta per il lancio del filtro (anche questo gratuito) "gender swap". FaceApp quindi non solo ci fa vedere come saremo da vecchi, ma ci mostra anche come saremmo se fossimo nati del sesso opposto: centinaia di migliaia di condivisioni su Facebook e Instagram, l'hashtag  #faceappchallenge praticamente ovunque. Ma siamo consapevoli di cosa sia davvero FaceApp? Ne facciamo un uso responsabile? La nostra privacy è a rischio? 

Intanto è utile chiarire una cosa: FaceApp utilizza la tecnologia di riconoscimento facciale. Di per sé l'applicazione non contiene elementi dannosi, ma la questione privacy e finalità di utilizzo dei nostri dati forse dovrebbe interessarci. 

Il riconoscimento facciale è oggi diventato un sistema che viene utilizzato, oltre ai contesti di ordine pubblico, come sistema di autenticazione: in pratica sta sostituendo le password, troppo facili da indovinare, troppo numerose da ricordare. Prestare attenzione quindi a dove e con chi condividiamo la nostra faccia non è più un problema di sola privacy, ma anche di sicurezza: le aziende che sviluppano questo tipo di applicazioni potrebbero rivendere le nostre immagini oppure renderle disponibili allo scopo di addestrare gli algoritmi di riconoscimento facciale. E se queste immagini venissero sfruttate per effettuare modifiche al riconoscimento facciale? Insomma, per quale finalità l'azienda che sviluppa una determinata app decide di usare i nostri dati? Con chi li condivide?  A tutto questo vanno aggiunti i cybercriminali: i nostri dati su quali server vengono salvati? Questi server sono sicuri? Il furto dei nostri dati potrebbe sfociare nel furto d'identità.

Molte di queste risposte dovrebbero trovarsi nelle informative e nei termini di utilizzo, che in teoria dovremmo leggere attentamente al momento in cui installiamo una nuova app: per quanto possano sembrare lunghe e noiose, leggerle ci aiuterà a capire cosa stiamo davvero installando nel nostro smartphone e se "di fronte a noi" c'è uno sviluppatore affidabile. 

Privacy: FaceApp ha fatto alcuni cambiamenti
La prima ondata di popolarità di FaceApp la portò anche nell'occhio del ciclone, duramente criticata da utenti e esperti di privacy e cyber sicurezza. Al tempo le policy privacy non specificavano ne per quanto tempo sarebbero stati conservati i dati ne per quali scopi. Non era neppure chiaro se questi dati fossero o meno condivisi con terzi. 

La Policy Privacy è stata aggiornata il 4 Giugno e viene specificato che i dati saranno conservati in cloud sui server di Wirless Lab (l'azienda sviluppatrice di FaceApp) 48 ore, per poi essere cancellati: saranno quindi usati solo per fornire il servizio richiesto. Per gli utenti europei c'è perfino una sezione specifica dedicata al GDPR ed è stata prevista anche la possibilità di richiedere la cancellazione dei dati anche prima delle 48 ore. 

Qualche consiglio utile
In generale è bene prestare sempre attenzione a quali applicazioni decidiamo di scaricare, verificando alcuni punti prima di procedere al download, installazione e utilizzo delle stesse:
  • la prima accortezza è quella di scaricare applicazioni solo da fonti affidabili e sicure, possibilmente scaricandola dai siti web ufficiali;
  • leggere le policy privacy e le condizioni di utilizzo prima di accettare o confermare: è nei fatti, come firmare un contratto tramite il quale concediamo ad una azienda di usare i nostri dati sensibili;
  • verificare i permessi richiesti: questi devono essere ridotti a quelli minimi necessari per far funzionare l'applicazione secondo le funzionalità per le quali viene presentata. Applicazioni che richiedono eccessive permissioni sono da considerarsi quantomeno sospette ed è consigliabile procedere ad ulteriori verifiche;
  • il riconoscimento facciale è un tema delicato: cediamo i nostri dati biometrici. Un utile consiglio è di considerare la nostra faccia come una password e gestirle con le stesse attenzioni.


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