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Le truffe bancarie passano (anche) dai social
- LUNEDÌ 21 SETTEMBRE 2020


I social sono il paradiso dei truffatori. Ci sono milioni di possibili bersagli (il solo Facebook  ha registrato circa 2.6 miliardi di utenti attivi mensilmente nel primo trimestre del 2020) e, data la natura stessa dei social, pochi di questi sono consapevoli e attenti alla quantità di informazioni personali che pubblicano. 

Per i cyber attaccanti quindi i social sono la piattaforma perfetta per lanciare i propri attacchi: utenti assolutamente inconsapevoli possono essere ingannati  e convinti a fornire informazioni o, peggio ancora,  a effettuare bonifici e pagamenti. Spesso gli attaccanti raccolgono i dati che pubblichiamo proprio per lanciare intricati attacchi di phishing o rubare la nostra identità. In altri casi invece gli utenti vengono costretti a fare clic su collegamenti che iniettano malware o keylogger nel sistema: insomma, le possibilità di attacco sono presso chè infinite. 

Andiamo passo per passo quindi e iniziamo analizzando le frodi più comuni:

"hey, ho perso il portafoglio!"
Ricevi un messaggio da un caro amico su un social che entrambi utilizzate. Sembra un innocua richiesta di aiuto: l'amico ti avvisa che è in vacanza e ha smarrito il portafogli. Sembra molto turbato per questo ed è in difficoltà e, affinchè tu possa aiutarlo, ti fornisce anche i dettagli del suo account. E chi non aiuterebbe un caro amico? Non ci pensi due volte e ti metti a disposizione. 

Ecco, questa è una comunissima truffa per rubare soldi. Tutto quello che dovresti ricavare dal messaggio ricevuto è che l'account social del tuo amico è stato compromesso. Quel messaggio non è stato neppure inviato dal tuo amico, ma da una persona terza, quella che ha compromesso il suo account. E' fondamentale quindi essere estremamente cauti e attenti: la prima cosa da fare è contattare l'amico tramite canali diversi dal social in questione e chiedere conferma della veridicità del messaggio. Non fermarti mai ad un solo messaggio, non importa quanto possa sembrare convincete. 

"Clicca qui, ci sono alcuni omaggi per te!"
In Internet c'è un vecchio detto: non esistono pasti gratis. L'ascesa dei social media non ha fatto altro che ribadire e rinforzare questa verità.  Questo è il motivo per il quale se qualcosa sembra troppo bella per essere vera, probabilmente c'è un inghippo. 

Diffida sempre di chi ti offre qualcosa gratuitamente, anzi, alla "modica cifra" di un clic su un link: diffida anche se il messaggio dovesse provenire da un amico o da aziende note e conosciute. Il più delle volte infatti questi fantomatici omaggi sono solo una scusa per condurti su siti web di terze parti infettati da malware oppure approntati per il furto dei dati. 

"Riempi il form / completa il quiz e vinci il premio!"
Ricordate lo scandalo di Cambridge Analytica? L'intero mondo dei social, non solo Facebook, è finito in un turbinio di polemiche quando è emerso che persone che inserivano dati personali per (apparentemente innocui) test di personalità vedevano i propri dati sottratti a fine di profilazione. Questi quiz continuano ad essere estremamente popolari sui social e registrano numeri impressionanti di interazioni perchè le persone adorano farli nella convinzione che non siano dannosi. 

Eppure lo scandalo di Cambridge Analytica ha dimostrato come questi quiz siano pensati solo per estrarre grandi quantità di dati non solo degli utenti che vi partecipano, ma anche dei profili account amici. I dati potrebbero quindi essere utilizzati per più scopi: dal furto di identità alla profilazione a fini di marketing, passando per i tentativi di phishing ecc... Insomma, pensiamoci due volte prima di provare a scoprire se abbiamo una personalità "Y" o quale sia la nostra personalità a causa del fatto che il giallo è il nostro colore preferito... probabilmente non ne vale la pena. 


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