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Buone abitudini: impediamo ai truffatori di rubarci soldi col vishing
- GIOVEDÌ 28 APRILE 2016



Ci sono stati molti sviluppi negli ultimo due mesi per Quick Heal.
Siamo registrati come società per azioni; le nostre soluzioni di sicurezza sono state riconosciute e premiate negli Usa e, come S.P.A abbiamo avuto il nostro debutto all’RSA 2016, la più grande conferenza al mondo sulla sicurezza.

Così ora siamo ancora più motivati: parliamo quindi di Buone Abitudini per la Sicurezza!

Parliamo di un evento accaduto nella mia famiglia. Pochi giorni fa mio zio, piuttosto anziano, ha ricevuto una chiamata da “un dirigente di una banca di una certa fama” della quale è un cliente privilegiato. La sua OTP (one-time password, password utilizzabile una sola volta) viene generata sul suo cellulare registrato presso la banca e il dirigente gli ha chiesto di condividere con lui questa password per una verifica sulla clientela. In contrasto con tutti gli ultimi cambiamenti occorsi nel mondo delle transazioni bancarie online, mio zio ha condiviso con “il dirigente” la sua OTP. La chiamata è stata quindi interrotta e in pochi secondi ha ricevuto un messaggio che lo avvisava che una cospicua somma di denaro era stata ritirata dal suo conto.

Vista l’esperienza che ha vissuto mio zio, ho pensato di scrivere queste “Buone abitudini da seguire: imparare cosa è sicuro e cosa non lo è nel mondo dell’online e mobile banking”

Non è molto difficile comprendere che mio zio è stato vittima di una frode bancaria telefonica.
Nel linguaggio informatico, questa frode è definita VISHING una combinazione tra VOICE (voce) e PHISHING (frode per cui si induce la vittima, con vari mezzi, a condividere credenziali di accesso o dati sensibili). Una chiamata diretta alla vittima è una delle più comuni forme di vishing, seguita dalle email, gli sms ecc…

Sapendo della mia piccola conoscenza in questo campo, vista la mia professione, mio zio mi ha chiesto se una soluzione antivirus lo avrebbe protetto da questo tipo di frodi. Una buona soluzione antivirus può proteggere le attività bancarie online da siti fraudolenti o programmi dannosi che possono rubare informazioni finanziarie. Ciò garantisce sessioni sicure nel tuo portale bancario dove eseguire transazioni finanziarie protette, fare shopping e navigare in altri siti di e-commerce rimanendo in sessioni private e nascoste agli hacker (ti consigliamo di approfondire Quick Heal Safe Banking
), ma nessun antivirus può impedirti di rivelare spontaneamente dati sensibili.
Da esperti, possiamo solo consigliarti di stare sempre in allerta.

Agli hacker non interessa la comprensione della situazione nella quale ti trovi. Anzi, apprezzano molto situazioni dalle quali possono ricavare facili informazioni e soldi. L’ignoranza tecnologica di alcuni utenti, specialmente dei più anziani, rispetto alla sicurezza digitale rende questo compito Quindi, la prossima volta che sperimenterai i vantaggi del safe banking, ricordati i seguenti consigli.

1. Una OTP è una password valida per un solo login o transazione, su un computer o su altro support digitale. La banca genererà una OTP solo quando sarai tu a compiere personalmente una transazione online.
2. Non fidarti di sconosciuti al telefono
3. Non condividere OTP, Pin, dati sensibili e altri dati bancari con nessuno, anche se la persona si presenta come membro della banca.
4. Truffatori/hacker sono principalmente interessati ai soldi e la prima cosa che proveranno a colpire saranno proprio i tuoi account bancari, altri account di pagamenti, carte di debito/credito
5.
I più anziani sono le vittime più ingenue visto che molti di loro sono poco avvezzi alla tecnologia. Tuttavia anche chi ha più familiarità con la tecnologia potrebbe cadere vittima di vishing.
6.
I truffatori sono esperti e ben formati. Il loro comportamento vi sembrerà molto professionale e gentile. Ricordate che le banche non telefonano e non inviano mail chiedendo dati sensibili.

SEI STATO VITTIMA DI UNA TRUFFA?

Agisci ora.. sono i tuoi soldi!

E’ assai difficile infatti recuperare soldi rubati con una truffa informatica.
Ti consigliamo quindi:

STEP 1: informa immediatamente la tua banca è blocca la tua carta

STEP 2.: sporgi denuncia alla Polizia Postale. Specifica e dettaglia l’intero contenuto della conversazione che hai avuto col truffatore

STEP 3: se decidi di sporgere denuncia o raccontare la vicenda tramite i social, non diffondere né i dati della tua carta di credito né il tuo numero di telefono. Ti esporrai inutilmente a nuove truffe.

STEP 4: rispondi un secco “NO” a chiunque ti chieda per telefono dati sensibili come password, pin, conti correnti ecc…

Suhita Mazumdar Team Quick Heal

 
 



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