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Ancora guai per Facebook: 419 milioni di ID con numero telefonico esposti online
- GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE 2019


La notizia si deve a GDI Fundation, una organizzazione no profit che si impegna per cercare di rendere Internet più sicuro, ed è di quelle che fanno scalpore: 419 milioni di ID Facebook, con altre informazioni sensibili annesse, sono disponibili online in un database senza password. Parliamo cioè di un server contenente 419 milioni di voci, organizzate perfino per aree geografiche, accessibili da chiunque: in alcuni record, oltre al numero di telefono, si mostrano anche nome e cognome, posizione geografica dell'utente e sesso. 


Dalla GDI Fundation fanno sapere che non è stato possibile risalire al proprietario del database e che, anzi, una volta contattato il web host, questo ha reso inaccessibile il database. Il sospetto, spiegano da GDI, è che questi set di dati fossero usati per truffe, campagne di spam o altre azioni illegali. 

Facebook ha confermato il problema, annunciando anche l'avvio di una indagine per verificare responsabilità e tempistiche: ha però anche pubblicato numeri diversi, specificando che l'ammontare effettivo di utenti che hanno visto esposti i propri dati è di circa 210 milioni, dato che molti record erano voci doppie.  Infine è stato anche confermato che, per adesso, non si sono verificati attacchi contro i singoli utenti.

Da dove vengono questi dati?
Non ci sono certezze per adesso, ma voci interne al social spiegano che i dati potrebbero provenire dal meccanismo di ricerca inversa, disattivato lo scorso anno.  Facebook infatti richiede ad ogni utente che si registra l'inserimento del numero telefonico personale e, fino ad Aprile 2018, era perfino possibile per un qualsiasi utente effettuare una "ricerca inversa", ovvero risalire all'intestatario di un numero col semplice inserimento del numero stesso nella casella di ricerca. Se il numero risultava inserito nel database, Facebook offriva le voci corrispondenti anche in caso di numeri non appartenenti a profili amici o amici di amici. Facebook aveva addirittura messo a disposizione un'API tramite la quale era possibile cercare sulla piattaforma gli intestatari di ampi gruppi di numeri di telefono. 

Insomma è plausibile ritenere che il database in questione sia vecchio e che le informazioni lì contenute possano provenire proprio da questi meccanismi di ricerca che Facebook ha dovuto sospendere quando è stato travolto dallo scandalo Cambridge Analytica. 


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