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Windows 7 a fine vita: aggiornare i sistemi operativi è la soluzione per non esporsi a cyberattacchi
- LUNEDÌ 27 GENNAIO 2020


Il 14 Gennaio 2020 il popolarissimo SO Windows 7 è arrivato al cosiddetto Fine Vita: significa che Microsoft non provvederà più il supporto per Windows 7, che quest'anno compie 11 anni. 

Windows 7 fu introdotto più di dieci anni fa appunto ed era pensato principalmente per risolvere alcune problematiche e bug rilevate in Windows Vista. La popolarità di questo sistema operativo è stata così grande che Microsoft ha dovuto impiegare alcuni anni e molti sforzi per incoraggiare gli utenti a passare a Windows 10, pur gratuitamente. Ad oggi vi sono ancora milioni di PC che funzionano eseguendo Windows 7, la maggior parte dei quali in ambiente aziendale. Il problema è che, senza più supporto ne aggiornamenti, queste macchine saranno sempre più esposte a vulnerabilità di sicurezza e al rischio di exploit. 

Cosa significa che il supporto è terminato?
Durante il ciclo vitale di un sistema operativo, la casa madre fornisce agli utenti costante supporto in termini di patch di sicurezza e correzione dei bug, al fine di proteggere i loro dispositivi da nuove e sempre più avanzate minacce. 

L'arrivo a fine vita (EOL, End of Live in inglese) di Windows 7 vuol dire che non saranno più rilasciati patch di sicurezza, che non saranno più corretti bug e non saranno più disponibili nuove funzionalità: tutti fattori che aumentano il rischio di subire attacchi malware. Certo, gli utenti potranno continuare ad utilizzare Windows 7, ma è bene tenere a mente tutti i rischi, veramente molto alti, che si corrono eseguendo sistemi operativi obsoleti.  Ad esempio, ricordiamo i devastanti attacchi informatici come quello del ransomware Wannacry nel 2017: attacchi che hanno duramente colpito la versione 7 di Windows. Immaginiamoci l'impatto che potrebbero avere vulnerabilità ancora non conosciute, ma anche conosciute e non risolte, che si nascondono a tutt'oggi in Windows 7. 

Va detto che, per coloro che sono riluttanti al passaggio a Windows 10, Microsoft fornirà ancora supporto, ma a pagamento. Quindi le aziende che desiderano continuare a utilizzare Windows 7 potranno farlo, ma a prezzo di costosi investimenti per l'estensione degli update di sicurezza. 

Prepararsi al fine vita di Windows7
Anche se Microsoft sta notificando agli utenti ormai da lungo tempo il fine vita di Windows 7, sono ancora 200 milioni i computer che ancora eseguono Windows 7. La via più semplice per risolvere il problema è eseguire l'upgrade a Windows 10. Più a lungo verrà rimandato l'upgrade del sistema operativo, più grande si farà il rischio di potenziali cyber attacchi, sopratutto per coloro che usano il SO per accedere a dati aziendali o personali sensibili.  Consigliamo agli utenti di Windows 7 di:
  • eseguire immediatamente l'upgrade a Windows 10 per tutti i dispositivi che ancora eseguono Windows 7;
  • non utilizzare il sistema operativo Windows 7 per accedere a dati finanziari, personali o altri tipi di dati sensibili;
  • valutare l'accesso alle email personale o su altri importanti login da dispositivi differenti. 
Come Quick Heal può aiutare gli utenti di Windows 7? 
I prodotti Quick Heal continueranno a rilevare file dannosi e infezioni malware e forniranno ancora supporto per Windows 7 come su qualsiasi altro sistema operativo Microsoft. Assicuriamo ai nostri utenti che ancora eseguono Windows 7 aggiornamenti costanti sui progressi in questo senso. 

NOTA: anche Windows Server 2008 e 2008 R arrivano fine vita: le stesse regole sono applicabili anche a queste due versioni. 


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