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Beneficenza su Internet: qualche indicazione per riconoscere le truffe
- GIOVEDÌ 12 MARZO 2020


In gergo tecnico si chiamano "scammer": sono quei cyber criminali che organizzano truffe tramite il web. Le truffe organizzabili online possono essere infinite, ma quelle forse più odiose sono quelle di raccolta fondi per beneficenza. Si sfrutta la bontà delle persone per rubare, di questo si tratta, soldi tramite donazioni. In questo periodo i social si stanno riempiendo di raccolte fondi per questo e quell'ente, per questa e quella associazione, anche per l'aiuto a singole famiglie. Proviamo quindi a fornire alcune indicazioni su come evitare di cadere nella trappola, senza però rinunciare ad aiutare, ma al contrario facendolo con maggiore consapevolezza. 

Sui social lo schema è ricorrente: i truffatori creano un gruppo da zero e vi mettono qualche post, forniscono dettagli su una vicenda e estremi bancari, quindi una serie di commenti volti a suscitare sentimenti ed emozioni di chi legge. Solitamente il nome del gruppo contiene un'esplicita richiesta di aiuto, i post raccontano storie molto emotive, sono postate foto e video molto espliciti di una emergenza o della sofferenza di una singola persona. 

Alcuni post sono come "fotocopie": parola per parola, lo stesso post rimbalza su gruppi differenti. Differiscono solo i dettagli: il nome della persona o dell'associazione / ente verso i quali destinare il contributo, qualche piccola modifica sul contesto. Al contrario spesso le informazioni di contatto e le coordinate bancarie sono identiche e già questo è un chiarissimo segno di truffa. Eseguire una piccola ricerca delle coordinate bancarie e dei contatti tramite qualche motore di ricerca è già una tecnica vincente. 

Un altro dettaglio utile da verificare è da quanto tempo è attivo un gruppo e di cosa parla: le associazioni ed enti reali impiegano molto tempo ad avere gruppi partecipati e solitamente forniscono molte informazioni. Un gruppo invece molto recente, ma con pochissimi post che sono stati visualizzati e pubblicati migliaia di volte è molto probabile sia gestito da truffatori. 

E'importante anche valutare i contenuti: l'uso di video scioccanti, di foto a bassissima qualità, di testimonianze strappalacrime contenenti molti errori, maiuscole, punti esclamativi servono a farci agire senza riflettere. Le organizzazioni rispettabili non ricorrono a tali misure, anzi, cercano di coltivare il rapporto di fiducia con i loro sostenitori e per dimostrarsi seri e trasparenti con i nuovi. Contestualizzano le storie, utilizzano un linguaggio semplice ma estremamente chiaro, raramente ricorrono ad appelli emotivi forti. Gli scammer fanno l'opposto perché i gruppi truffaldini finiscono ben presto segnalati e chiusi, quindi devono raccogliere più soldi possibile prima della chiusura del gruppo. 

L'obiettivo quasi raggiunto è un altro dato da tenere in considerazione: un gruppo formatosi da poche ore o giorni che però ha già "quasi raggiunto l'obiettivo" può essere sospetto. Sopratutto se l'obiettivo è presentata come urgentissimo: più c'è fretta, meno c'è tempo di verificare la legittimità dell'iniziativa. 

Infine verificare i link che reindirizzano al sito di una associazione benefica o ad un ente è molto importante: è bene valutare attentamente la pagina alla quale si viene reindirizzati e inserire eventuali dati solo dopo aver condotto molte verifiche

Tutti questi fattori vanno valutati nel complesso ovviamente: nessuno di questi è sufficiente, a sé stante, per indicare se siamo di fronte a una truffa. 

La documentazione di sostegno e le risposte a richieste di chiarimento
Iniziative di raccolta fondi serie apportano molta documentazione a sostegno dell'iniziativa: se trovate la documentazione pubblicata poco chiara o contraddittoria è più che legittimo essere sospettosi. Se eventuali domande di chiarimento sugli organizzatori, sugli scopi e sui destinatari della raccolta di beneficenza sono cancellati e gli utenti che li hanno postati vengono bannati quasi sicuramente si è di fronte ad una truffa. 



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